Dante Alighieri Eventi Culturali

Ciclo Lecturae Dantis

16 /11/2012

Scritto da Società Dante Alighieri

Canto XXIV del Purgatorio

Circolo della Stampa - C.so Venezia 48 - ore 17.00

A cura del Dott. Silvano Ciprandi Presidente del Comitato di Milano della Società Dante Alighieri

 


 

L’incontro con l’amico Forese occupa buona parte anche di questo nuovo canto, che si svolge attraverso una serie di situazioni nelle quali trovano riflesso i diversi momenti poetici prospettati dalla fantasia di Dante, a incominciare da quelli lirico-evocativi in cui si parla di Piccarda, per passare a momenti di misurata comicità legati alla descrizione di alcuni peccatori di gola, ad altri di contenuto intimistico che ci introducono a un aspetto della vita privata di Dante, con la citazione di una donna di nome Gentucca conosciuta dal poeta, e ad altri ancora che presuppongono l’uso di uno stile concettuale descrittivo per discettare del dolce stil novo, cui fanno seguito, infine, momenti drammatici preconizzanti la fine di Corso Donati.
In questo canto colpiscono soprattutto all’inizio l’accenno alla figura di Piccarda, che ritroveremo in Paradiso nel primo cielo della Luna, e che ci richiama agli straordinari versi composti da  Dante per quell’anima delicata, e la figura di Bonagiunta da Lucca  con la quale il poeta intesse il famosissimo dialogo nel corso del quale egli enuncia la propria teoria estetica che, interpretata in modo estensivo, insegna allo scrittore a seguire in modo schietto e sincero ciò che la propria ispirazione suggerisce, astenendosi da ornamenti superflui, senza imitare gli altri, ascoltando solo se stesso e scrivendo con una voce e uno stile propri:
 
                      […] I’ mi son un, che quando
                      Amor mi spira, noto, e a quel modo
                      ch’e’ ditta dentro vo significando”.
                      (52-54)

 

Illustrazione della pittrice Emma Mazza "Poi si partì sì come ricreduta;/ e noi venimmo al grande arbore adesso/ che tanti prieghi e lagrime rifiuta"


 

Società Dante Alighieri | Ente Morale con Regio Decreto n°347 del 18 luglio 1893